Eleanor Roosevelt: la First Lady dei diritti umani

La donna è come una bustina di tè, non si può dire quanto è forte fino a che non la si mette nell'acqua bollente - Eleanor Roosevelt.

 

Nasceva a New York  l'11 ottobre 1884 Anne Eleanor Roosevelt, la donna che nel 1948 divenne il simbolo e l'ispirazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

 

Orfana di madre a otto anni,  fu cresciuta dalla nonna materna, una persona schiva e riservata. In questo ambiente, Eleanor fu educata con rigore, senza poter giocare con i propri coetanei e obbligata a passare il tempo studiando. Fu grazie all'intervento dello zio paterno, l'allora presidente Theodore Roosevelt, che Eleaonor si trasferì presso gli zii e ricevere un'educazione adeguata.

 

Spinta ed incoraggiata della zia, Eleanor viene mandata a studiare in Inghilterra presso una scuola femminile nei dintorni di Londra, dove rimane fino al 1902. Qui conosce Mademoiselle Marie Souvestre, sua capo insegnante, che avrà su di lei una notevole influenza e la appassionerà alle cause liberali, permettendole di visitare l'Europa stimolandola allo studio della storia e della letteratura oltre che ad interessarsi di giustizia sociale, abituandola ad esprimere le proprie opinioni in modo eloquente.

 

Quando fa rientro negli Stati Uniti, Eleanor non è più una ragazzina fragile e riservata ma una donna matura e cresciuta dal punto di vista intellettuale ed emotivo.

È in questo periodo, e più esattamente in occasione di una delle cene di Natale a casa degli zii, che Eleanor conosce e inizia a frequentare il cugino, l’allora esordiente uomo politico Franklin Delano Roosevelt, che sposò nel 1905.

La suocera, Sara, non incoraggiava il matrimonio di suo figlio con Eleanor, che considerava timida, e soprattutto non particolarmente carina e poco esperta della vita.

Pochi anni dopo il matrimonio, Eleanor scoprì il tradimento del marito con la segretaria di lui. Pensò di chiedere il divorzio ma temendo che lo scandalo avrebbe distrutto la vita politica del marito, decise di restargli accanto vivendo come due separati in casa ma uniti nella vita politica.

Gli restò accanto anche quando Franklin Dalano si ammalò di poliomelite restando paralizzato, condannato a vivere su una sedia a rotelle.

E fu proprio in seguito alla malattia del marito Eleanor  si impose finalmente sulla suocera e divenne “le gambe e le orecchie” del marito, conquistandosi nel tempo un proprio preciso spazio di azione.

 

Quando nel 1933 Franklin Dalano diventa Presidente degli Stati Uniti ed Eleanor la First Lady, il suo coinvolgimento nelle questioni riguardanti i diritti umani e la giustizia sociale era già molto profondo:

sostiene e promuove le scelte e la linea politica  del presidente, il  cosiddetto "New Deal" , è tra le prime femministe d'America, sostenitrice attiva del movimento americano per i diritti civili e i diritti degli afroamericani ( di fatto si deve a lei l'ottenimento dei voti della comunità afroamericana, esito ottenuto senza il supporto del marito che per motivi politici era vincolato nelle sue azioni).

 

Dedicò la sua vita all'interesse del popolo, sostenendo l’ottenimento di pari diritti per le donne, per gli afroamericani e per i lavoratori del periodo della Grande Depressione, portando attenzione sulle loro cause.

 

Fu una donna schietta e coraggiosa e con le sue azioni creò un’immagine duratura e ispiratrice in quanto a coraggio personale e diritti umani: nel 1939 aiutò pubblicamente Marian Anderson, una cantante di colore a cui fu negato l’accesso al Constitution Hall di Washington a causa della suo colore. Eleanor si assicurò che Marian potesse invece esibirsi sui gradini del monumento Lincoln Memorial. 

 

Nel 1946 fu nominata delegato presso le Nazioni Unite dal Presidente Harry Truman, che salì alla Casa Bianca dopo la morte di Franklin Roosevelt nel 1945.

In qualità di capo della Commissione per i Diritti Umani, Eleanor Roosevelt svolse un ruolo molto importante nella formulazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che presentò all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1962 a causa di tubercolosi ossea, il Presidente Truman la definì “la First Lady del Mondo” per i conseguimenti umanitari ottenuti nell’arco di tutta la sua vita.

 

Il suo esempio, le sue idee e i suoi ideali compaiono nelle costituzioni di molte nazioni, ed in diverse leggi internazionali a protezione dei diritti degli uomini e delle donne in tutto il mondo:

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.” Eleanor Roosevelt,

la First Lady dei diritti umani.

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